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Le Lecce




Alte muraglie e grigie scogliere dolomitiche che sembrano messe lì a guardia e a sostegno della montagna e che formano un paesaggio aspro e selvaggio. Al di là di una insenatura delle balze, da cui sgorga acqua e che poi rotola tra i massi, si apre un ombroso anfiteatro di lecci.
Narra la leggenda che il dio greco Efèsto (Vulcano per i latini), avesse la sua fucina nell’Etna e che insieme ai ciclopi la fabbricasse potentissime armi per Zeus. Questo a molti sarà noto, ma che avesse dimorato nel territorio sigillano certamente ci era sconosciuto. La fenditura delle Lecce, infatti, è stata citata e definita così dallo scrittore italo-americano Peter Colosimo: “l’incudine dei ciclopi”- proprio là sotto Vulcano e Soci avrebbero avuto una delle tante fucine (Cfr. Peter Colosimo in Odissea Stellare , Euroclub, ed. 3, Milano 1977, pagg. 109, 110).